Rimini, 24 maggio 2018 – L’invecchiamento demografico e il miglioramento nella prognosi delle malattie acute hanno acceso i riflettori sulla cronicità, cioè un bisogno di salute che non si esaurisce con l’offerta della prestazione richiesta ma si estende nel tempo. È questa la sfida al nostro sistema di welfare. Da una parte la necessi­tà di adeguare i percorsi di cura a bisogni sempre più variabili, multiformi ed estesi al contesto socio-ambientale, quindi personali e non standardiz­zabili. Dall’altra il problema della sostenibilità del sistema dei servizi. In una prospettiva di welfare, allo sviluppo tecnico-professionale si chiede di interrompere la relazione diretta tra complessità e costi, che tende inevitabilmente ad aumentare il valore della doman­da di assistenza sanitaria. E al paziente cosa si chiede? C’è un momento in cui è possibile considerare le sue aspettative, le preferenze rispetto ai risultati che si otterranno con un determinato intervento o trattamento? Il valore della cura diventa centrale quando appare evidente che il problema non avrà una soluzione univoca e definitiva come nelle malattie da cui si guarisce. Con questa prima edizione del Chronic Care Forum, organizzato da Maggioli Editore si è inteso realizzare uno spazio aperto di confronto fra decisori, amministratori, operatori, ricercatori su temi riguardanti la gestione delle condizioni di cronicità e disabilità. Perché i benefici di un sistema socio-sanitario efficace non si misurano in giorni di lista di attesa. Non solo.

Leggi la relazione di apertura (L.M.Munari)